per quelli che/questo week-end in Ticino

13 11 2010

vorrebbero passare questo fine settimana in Ticino, tra il sole, il lago e il cioccolato, a Lugano c’è Eurochocolate 2010, con un programmino di eventi permanenti, temporanei, quiz, degustazioni e quant’altro. Dopo un giro tra le ciccolate imperdibile la manifestazione Nippon Lugano, dedicata al Giappone, tra cui vi consigliamo le fotografie di rara bellezza di Araki.

Per chi invece si trova dalle parti di Mendrisio abbiamo la Fiera di San Martino, che torna ogni anno con bancarelle di prodotti nostrani, artigianato, prodotti tipici a pranzo e cena, macchinari, attrezzature e animali della fattoria.

Per chi con un bicchierino di troppo volesse dilettarsi nel karaoke, domenica sera a Bellinzona Imbarco Immediato propone il penultimo dei Sunday’s Happy Gays 2010, che vi consigliamo vivamente per il divertimento e la bella compagnia.

Se poi non avete trovato nulla da fare in questo post e vorreste altro, vi consigliamo di scaricare sul vostro iPhone l’applicazione iTicino, che di suggerimenti per voi ne ha a volontà. Non avete l’iPhone? Organizzatevi con il sito di Ticino Turismo!

Buon week-end e passate a trovarci! 🙂





you are not welcome

28 09 2010

forse c’è un problema che va risolto, se abbiamo una campagna contro stranieri e frontalieri.

Non sappiamo bene di che natura, ma nella Svizzera a cui pensiamo noi c’è un’integrazione possibile.

Ci chiediamo spesso ultimamente se questa parte della Svizzera, dell’Italia, di ogni altra nazione alla fine esista o se straniero è sempre straniero e paura è sempre troppa paura.





trovare lavoro in svizzera e vivere felici/il quiz

13 08 2009

Definite in 30 secondi il frontaliere

nella misura dei kilometri di distanza dal confine svizzero.

Al 31esimo secondo, potete spiare la soluzione.





trovare lavoro in svizzera e vivere felici/1

12 08 2009

Classifichiamoci.

Siamo qui in seguito alle numerosissime richieste d’italica crisi (di panico perlopiù) e soluzionimprovvisate da popolo di creativi che alla sopravvivenza antepone la qualunque e rispondiamo.

Rispondiamo alle innumerevoli richieste da sempreverdi candidi e candidatisi al posto vacante qualsiasi e vi fermiamo.

Un minuto.

Localizziamoci.

Posto che certamente non facevamo i poeti di belle speranze in dolcissim’attese di stelle cadenti pur visionandoci in gran segreto, posto che noi per la svizzera ci siamo nati appassionandoci e dunque informatissimi lo siamo sempre stati eccoci qui a darvi qualche delucidation e consigli pratici prima di decidere. E decidere sinsceramente, non come il nostro cognato ch’elli cadea ripetutamente delle stelle tutte e si delocalizzaa in seguito scorticandosi il di dietro.

Noi poi mica ci dispiacevamo troppo, se avevate il dubbio.

Ad ogni modo puntiamo subito a dritta e c’individuiamo.

Che qui i tempi dei conquistadores sono passati da un pezzo e chi vuole intendere, come dire.

Prima di tentare il tutto per tutto e inviare il cv pensiamoci un attimo.

  • Cosa conosciamo della Svizzera?
  • L’abbiamo studiata, indagata, attraversata?
  • Ci siamo fermati a Lugano che già sul gipfel c’eravamo presi un brivido d’esotisme?

Aggettiviamoci.

Parliamo di un paese piccolo.

Un paese dove convivono pacificamente 4 lingue ufficiali e svariatissimi dialetti in millemila cantoni.

Che sono, millemila culture.

Gli abitanti sono un vero esempio, di civiltà e plurilinguismo.

Se vi prenderete il rischio, come facciamo noi, di girarla in lungo e in largo a tasti e tastoni vi capiterà. Subito. Al primo viaggio.

Siete su un treno, in una stazione, in un negozio.

Vi guardate intorno e scoprite l’imbarazzo in tutte le lingue in cui esso si pronuncia.

Vi rendete conto che ignorate la madrelingua delle persone davanti a voi.

No, non supponete. Dove siete non significa nulla.

Non spiritosate. Molti di essi capiscono e parlano, con dolcissimi accenti, l’italiano. Quindi, achtung!

Ma, non illudetevi di poter lavorare in tutto il paese se non parlate perfettamente, e con perfettemente non italianieggiamo qui, non maccheroniamo, ma parliamo di un buon B2, la lingua del cantone in cui intendete lavorare.

In generale, per un lavoro qualificato in questo paese, le lingue servono. Sempre.

E qui ci genuflettiamo in un attimo di raccoglimento tutti tesi alla reale comprensione della cosa ond’evitare cocentissime delusioni d’aspettative da aglio olio e peperoncino. Specializzazione nell’impero elvetico significa specializzazione. Non importa cosa avete studiato nella penisola, qui non siete dottori.

Parliamo di un paese con pochi dottorissimi dottori, e il titolo non ha importanza quanto la specializzazione. In svizzera un idraulico è un idraulico, che si specializza dai tempi della scuola superiore, due giorni di scuola, tre di lavoro, e via così.

Non ci interessa che siete laureati in filosofia. Ci interessa cosa sapete fare.

E soprattutto, non arriverà il vostro titolo prima di voi. Arriverete voi, puntualissimi, in ufficio alle 8.

Puntuali e precisi, non creativi e disorganizzati.

Il fine non giustifica i mezzi qui, e vi auguriamo di non dover giustificare i mezzi.

Soprattutto se la vostra posizione non è – as usual – di creativo. E, rasserenatevi, per quel settore ci affidiamo ai metodi tradizionali.

Col web 2 ci stiamo arrivando lentement.

Quindi, non illudetevi, ci sono posizioni e posizioni, e non tutte le definiamo accessibili. Qui, non aggiungiamo, come dire, una parola.

Per tutte le altre, impratichiamoci. Curriculum alla mano, con fotocopie di diplomi e attestati, diamo il via alla ricerca e alle prossime domande a venire.

Qualcuna a caso d’imperiosissima importanza:

E, per proseguire su argomentazioni più accorate e accuorate, avete interrogato il super calcolatore? e il sindacato?

A queste e altre domande attendiamo le vostre risposte nella prossima, linkabilissima, puntata.





dei personaggi in cerca d’autore/ste

21 07 2009

Quest’è la storia di stephan da biasca

d’origin’italiana cresciuto po’ in verzasca

errava sognatore completo narcisista

per’altro manc’a dirlo elli era giornalista

finchè sui ventisette decis’a farsi moglie

si sa per la cucina e poi per certe voglie

mentr’ell’era portata dal padre sull’altare

a lui lo richiamava il capo del giornale

parlando d’occasione evv’era il gran servizio

che lui neanch’un minuto ci mise di giudizio

da spos’immacolato ei corse lì sul posto

dov’era molto fumo e nulla dell’arrosto

che non fosse tal buca di sott’al mocassino

così per malfortuna o forse maldestino

trovossi rovesciato

e l’ultimo dei scatti

pel volto insanguinato.

Biasca, 14 maggio 1982.

a stefano, giornalista





la rocca che ci tocca

9 05 2008

Ora che avete provato la Belli sappiatelo, non potrete più tornare indietro. E’ una di quelle cose che una volta assaggiata no che non riuscirete più a scendere sotto Lugano. D’ora in poi non conoscerete null’altro che il cisalpino e non riuscirete a comporre numeri senza il + 41. Fatevene una ragione. Per dimenticare l’Italia vi basterà una bella bottiglia di nocino da vallate svizzere che lo mandi giù e ti porta un po’ più su. Su come andremo noi con zaino in spalla ed elvetiche intenzioni alla scoperta di queste terre da toglierci il fiato e l’approssimazione che involontariamente ci caratterizza e ci imbarazza a più riprese. Ma no che non possiamo ripartire senza sentirci sufficientemente imbevuti di piccole chicche culturali e forme dialettali da veri intenditori. Così ci fermiamo ancora un poco. Tre giorni qui perduti in atmosfere medievali e tramonti intramontabili. Con spada, mantello e cioccolata.

http://www.laspadanellarocca.ch/





oh che bel castello marcondirondirondello

8 05 2008

Se siete arrivati fino qui siete davvero dei nostri. Tra l’Italia e il momento in cui vi convertirete all’inconfondibile bellezza del territorio elvetico con imbarazzanti mangiate di cioccolata a mo di scoperta dell’America non manca poi molto. Siamo pronti ragazzi. Pronti a scoprire quella che molti chiamano niente e che io chiamo il cucuzzolo del mondo. Bellinzona amici vi spaventerà e ne cadrete subito inciampando nei suoi castelli innamorati. Succede che pensavate di averne visti di castelli eh voi giramondo di tutte le migliori periferie con specializzazione in medioevo e spiedinerie retrò. E invece ci capitate per caso qui e mica ve ne accorgete. No no, lui vi capita davanti tra il chiaro e lo scuro e voi vi sentite assaliti dal terrore di scoprirvi piccoli come una nocciolina. La bellezza di Castelgrande non è nulla di confrontabile ed è inutile provarci. Siete in piazza, ci sono poche persone e tira un po’ di vento, a ore sei svetta la Migros che in Svizzera possiede i tre quarti del commercio e in Italia il vostro portafogli. La Migros è una di quelle cose cui sarete eternamente devoti per le certezze che riesce a vendervi in promozione speciale. Abbozzate un sorriso e vi fate coraggio che i locali qui son proprio locali e vi sgamano subito. Sorridete con discrezione. Funziona sempre. Fate ancora qualche passo. Eccolo lì il tremore che vi pervade e cercate una panchina per recuperare le forze. No, non cercatele davanti, le panchine le avete lasciate alla vostra sinistra ma presi dal motoaluogo non ricordate più nemmeno il vostro nome. Adesso respirate e riprovateci. Alzate lo sguardo lentamente. E’ lì, arrampicato sulla roccia come una lucertola al sole. No non potete toccarlo ma potete entrarvi. Castelgrande vi accoglierà in un abbraccio da cui non potrete più realmente separarvi. Vi indicherà Montebello e poco più su Sasso Corbaro mentre voi ancora non vi spiegate come avete vissuto finora senza quel venticello che vi sospinge un po’ più su il desiderio verso il cuore. Seduti sul suo prato accanto a quel piccolo pesco scoprirete che cercavate una gita all’aria aperta e avete trovato voi stessi.








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