dei personaggi in cerca d’autore/aly

20 06 2009

Quest’è la storia d’alizée da sion
ch’a rabbia spinse vita
nel dubbio e’l sacrificio
ch’un giorn’aperse gli occhi
ne trasse beneficio
vedendo quel che v’era
così di viaggio in viaggio
riprese la ricerca
ricerca del coraggio
e fu ‘n venerdì sera
cambiava di carrozza
leggendo una rubrica
per cuori solitari
fu che finì travolta
da un treno sui binari.
Sion, 10 aprile 1963.
ad alice, pittrice

Quest’è la storia d’alizée da sion

che a rabbia spinse certa vita

del dubbio e il sacrificio

che fu cosa gradita

poi un giorn’aperse gli occhi

ne trasse beneficio

vedendo quel che v’era

così di viaggio in viaggio

riprese la ricerca

ricerca del coraggio

e fu ‘n venerdì sera

cambiando di carrozza

leggeva una rubrica per cuori solitari

fu che finì travolta

da un treno sui binari.

Sion, 10 aprile 1963.

ad alice, pittrice

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venti ed eventi

21 09 2008

Se siete come noi amici, e a questo punto dovete vostro malgrado ammetter d’esserlo o non ci avreste seguito per valli e cantoni con quelle scarpette decisamente poco adatte, ecco, se siete come noi di quelli irrimediabilmente persi in teorie comunicative e riflessioni sociologiche spiazzanti e spazianti di reti-in-reti dove a più riprese ch’andiamo incontrando, se siete come noi che non vi basta di passare il confine per ognisantogiorno ma vi sentite in balìa d’incontrollabili pulsioni che vi costringono a passeggiate d’italiche strade in cui vorrete dirlo proprio a tutti delle vostre elveticissime passioni e missioni, se siete come noi non potrete fare a meno d’occuparvi di territoriali promozioni mascherate da vita vissuta e vissuta a restare schisci intensamente. Allora, ammesso che siate come noi, vediamoci alla mostra. Mercoledì alle diciotto e scoprite dove siamo tra la folla col capello biondo e la camicia a quadri rossi e bianchi. Indovinateci gente indovinateci.

Editoria tra Svizzera e Italia: gli Agnelli nel Settecento a Lugano, gli Hoepli dall’Ottocento a Milano.

Biblioteca Nazionale Braidense, via Brera 28, Milano.





accattatevillo

1 09 2008

Ora voi fermatevi un attimo e immaginatevi. Sono le 7 di un piovoso lunedì mattina di settembre e Milano è più grigia e sporca del solito. Avete dormito quattro ore quattro con il ventilatore puntato addosso come in quei film da commedia all’italiana che non bastavano i vicini ma ci si mettevano pure le zanzare. Siete sul treno Milano – Lugano e vi attende un’ora piena di lettura in incontaminata pace, e siete indecisi se l’ultimo di Terzani o la collezione autunno/inverno 2008 e vi piace perdervi in questo limbo e prendervi tempo, pensare di niente e rileggere un messaggino della sera prima. Attorno a voi una di quell’invidialbil’certezze che lo sapete e vi fate pure un certo vanto di passare il confine, scendere da un treno pulito in perfetto orario e ripetervi che la vita è meravigliosa di là dalla dogana. Ecco. Non potete chiedere nulla di più. Alla fine vi lasciate sedurre dal make up per la prossima stagione e l’ultimo ritrovato di design d’oltreoceano che più tardi sfoggerete in piacevoli conversazioni mattutine mentre il computer se ne fa una ragione. Nulla può turbare questo stato d’incontrastato elvetico idillio. Nulla. Nulla tranne Antonio. Antonio si siede accanto a voi e ha voglia di chiacchierare. Ignora completamente l’infelicità del proposito e si fa insistente. Vi svela tutti i segreti su come preparare una pizza che in Canton Ticino ah beh e in quel mentre attacca con ricordi infantili sulla Napoli dei tempi bbuoni. Abbozzate mezzi sorrisi di cortesia e cercate di mascherare l’imbarazzo che si manifesta in rumorini di stomaco da propositi d’ulcera da seconda classe. Guardate fuori dal finestrino. Non siamo nemmeno a Chiasso. Di qui a Lugano vi avrà fatto il terzogrado, chiesto invano il numero di telefono e tentato maldestri complimenti che non avreste mai voluto sentire. Ma il meglio arriva quando sui gradini tenta l’ultimo disperato approccio con la mozzarella-di-bufala-come-non-l’hai-provata-mai. Eh no eh.








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