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28 09 2010

forse c’è un problema che va risolto, se abbiamo una campagna contro stranieri e frontalieri.

Non sappiamo bene di che natura, ma nella Svizzera a cui pensiamo noi c’è un’integrazione possibile.

Ci chiediamo spesso ultimamente se questa parte della Svizzera, dell’Italia, di ogni altra nazione alla fine esista o se straniero è sempre straniero e paura è sempre troppa paura.





ripensandoci

8 03 2009

Sì, certo, ne siamo profondamente convinti nell’animo tutto e andiamo ripetendocelo. E ripetendocelo ci convinciamo, come quei vecchi che vedono passare il loro fantasma davanti alla finestra per ogni notte di solitudine. Ci convinciamo e testardissimamente ne esigiamo prove e provando sbagliamo e ci rialziamo e riconsideriamo, che se non è crescita ci lamentiamo e ci crogioliamo in una perdita d’attimo da sentimenti sparsi che ci perseguiterà nelle domeniche peggiori. Questa, invece, è una delle migliori. Perchè poi interrogandoci nei nostr’interminabili viaggi su un TILO decisamente ristrettosi col cambio d’orario e posizioni affini ce ne siamo convinti. C’è qualcosa che supera la vicinanza in conseguenze inattese che poi sbilanciandoci le nominiamo sorprese e non ce ne vergogniamo affatto che se ci conoscete almeno un poco, e ci conoscete fino all’ultima delle sottane se ancora siete qui, no che non ci spaventano i moti dell’animo connessi e sconnessi che a tratti ci turbano e costantemente ci vivono.

La lontananza.

Rivedere qualcuno dopo svariatissimi mesi di fuga friburghese da troppi idiomi e passioni ed eccessive svalutazioni non può che essere una buonissima occasione d’incontro e scontro. Di pensieritudine. Così è che ci rivediamo nei nostri umanissimi errori e umanamente ci perdoniamo tutto e tracciamo il cammino e ci scopriamo anime. Perdutament’innamorate del sentimento pieno di quelli che dammeneancoraeancora e inevitabilissimamente passionali. E allora, passioneggiateci ancora un poco.





il tempo delle noci

26 10 2008

Eccoci qua noi attraversatori di confine comprovatissimamente referenziati, eccoci qua dove ci avete lungamente atteso a darci tregue e tempi, euro e franchi, risposte e nuove domande involontariamente sospinte da venti nuovi che ci piacciono parecchio e nonciproviamonemmeno a dire che il caso e la vita alle volte ci procura insospettabili destini che questo nello specifico lo abbiamo voluto con tutte le nostre forze. Eccoci qua pronti ad attraversare e attraversarci, al termine del nostro mese sabbatico facciamo i primi conti e canti, ci sospendiamo. Ci scopriamo costantemente mutati e mutevoli, di diti indici e direzioni nuove, ci inoltriamo tra le fronde sapendo che non ne usciremo più e certissimamente pieni di consapevolezze multiformi che ci accompagnano timidamente alla dogana mentre il giorno nasce e un poco ci attardiamo perduti nel pensiero. Eccolo qui, dunque, seduto in riva ai mille laghi il nostro ego sconcertato si scopre e spoglia ancora un poco, si riconosce e indica, si sceglie il suo colore. E coloratissimamente ci abbandoniamo dormienti ai nostri mille viaggi in tilo dove siede tale annetta che pur deve aver saputo, e come i più spaventatissimamente si scostava d’anime affini che a tratti si vestivano di forze e ad altri di debolezze. Accade così, che tentennando di passi incerti si svelano i cammini e involontariamente i desideri e noi fermissimi eppur muovendoci ce ne facciamo mille ragioni e lietissimi finali fingendo di dimenticarci di mele avvelenate da percorsi evolutivi. Accade così, che arriva il tempo delle noci e noi ci crogioliamo in certuno sfoggio d’esperienze che nemmeno il più ragazzodicampagnaconlibrosottobraccio ci tiene testa nei ripetutissimi pomeriggi di rime baciate sotto i sette alberi di noce del nostro giardino più volte incantato e incatenato che solo ha visto il pianto di una sequoia che ancora è un arbusto eppur si nomina di forti radici e sospinge i suoi rami verso il cielo contro le nuvole e la pioggia testardissimamente innamorata di un piccolo fiore sulla cima che chiamavano bianco e scoprivano arancio nonostante evidenziatissime volontà da iotelavevodetto che sinceramente non ci piacciono nemmeno un poco. Accade così, che circondati d’attesissime risposte tracciamo il nostro cammino di zampette corte e rotondissime orecchie senza impensierirci troppo fischiettiamo al cielo e con una noce in meno indichiamo le montagne. Appassionateci gente appassionateci.





indovina chi viene a tema

26 08 2008

Oggi siamo stati a chiasso in gita di piacere che ci avevamo il cognato che zitto zitto ci inizia a lavorare in svizzera. Ci abbiamo chiesto tutti i dettagli, fatto gli scongiuri del caso, stappato una rivella bella fresca e poi ci siamo seduti ad aspettare il bouquet. Perché, sia chiaro, i prossimi siamo noi. Ah beh.








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