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28 09 2010

forse c’è un problema che va risolto, se abbiamo una campagna contro stranieri e frontalieri.

Non sappiamo bene di che natura, ma nella Svizzera a cui pensiamo noi c’è un’integrazione possibile.

Ci chiediamo spesso ultimamente se questa parte della Svizzera, dell’Italia, di ogni altra nazione alla fine esista o se straniero è sempre straniero e paura è sempre troppa paura.

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12 responses

28 09 2010
laeleo

E’ un problema su cui rifletto spesso (anche a proposito di Svezia, soprattutto dopo gli ultimi risultati elettorali :-S). Pero’ ti diro’, quando ero in vacanza in Valtellina, una signora che conosco da praticamente tutta la vita, ha fatto una battuta di dubbio gusto sul fatto che ormai tutti i bambini (li’ davanti c’erano i miei che parlavano svedese) fossero stranieri e che peccato che i bambini italiani fossero in estinzione!
Mio padre era frontaliero negli anni 70: professione ricercata e specializzata, non tipo ”pane e cioccolata”:-) ma me ne ha raccontate di tutti i colori, ha avuto la possibilita’ di portarci tutti ”in dentro” (come si dice dalle nostre parti :-)) ma proprio per i motivi citati nel tuo post ha preferito di no e sono gli stessi motivi per cui io, alla fine, non ho piu’ voluto portare i miei bambini in Svezia.
Anche qui in ES dopo molti anni mi chiamano ”la italiana” o ”littel Italy” o ”la Corleone”, a volte con una certa malizia, ma ho notato una cosa: quando si creano situazioni di questo tipo c’e’ sempre una base di ignoranza o/e scarsa cultura, quindi credo (e spero) che scegliendo una meta cosmopolita (tipoZurigo :-)) e creandosi una rete sociale mediamente educata e internazionale questo tipo di problema si presentera’ molto meno.

Poi a proposito della Svizzera italiana, parlando un po’ con la gente di li’ (Zurigo e Ginevra), mi e’ stato fatto intuire -probabilmente sbaglio eh- una sorta di lieve complesso di inadeguatezza nei confronti della parte tedesca o francese (le traduzioni in italiano strampalato che Sara ”denuncia” sul suo blog mi dicono non essere del tutto casuali) , il che, seppur non giustificandolo, spiegherebbe i toni forti che spesso vengono riservati agli italiani (come a marcare una differenza)
Scusa il ragionamento estemporaneo e caotico ma sn di fretta e non ho saputo rimandare il commento visto il tema moooolllllto sentito
Bisoux
eleo

18 10 2010
Le Funkfunk16

Io invece sono figlia di uno da “pane e cioccolata”, che il pane e anche la cioccolata li ha sempre sudati e guadagnati. Lo straniero di oggi non è più l’italiano… ma può essere lo svedese come ci dice eleo, o il tedesco, il libanense. Diciamo che c’è una graduatoria in cui l’italiano non rientra più tra gli stranieri “peggiori”. Il ciclo si ripete e non so se mai si fermerà. Spesso però sono convinta che la soluzione non sta nella cultura elevata della persona ma nella sensibilità che sicuramente non è collegata agli anni universitari.
Nata a Berna, come figlia di emigrati italiani non è stato facile… Ho accumulato tanti insuccessi scolastici. Col trasferimento in ticino però sono riuscita a crescere senza sentirmi straniera. Ora studio nella svizzera tedesca e ho la mia rivincità.

Se volete venire a visitare un Blog di studenti ticinesi in svizzera interna passate da
lefunkfunk16.blogspot.com

Troverete anche avventure divertenti tra scontri linguistici e culturali… La Svizzera è bella perché è diversa!

un saluto

28 09 2010
diana malerba

Eh sì, la svizzera è molto separata in regioni linguistiche. Molto spesso questo porta a forme di civiltà e tolleranza, a volte sfocia anche nel razzismo nazionale, persino verso loro stessi.

È una terra su cui convivono culture e lingue molto diverse tra loro.
Dipende da chi frequenti come sempre, ma preparati che un po’ di razzismo brutale e superiorità potrebbe capitarti. A me purtroppo è successo anche sul posto di lavoro, ma poi è passato.
Magari quando avremo tempo ti spiego un po’ com’è a Zurigo, almeno per mia esperienza.

un bacione

29 09 2010
Rec

pazzesco! e pensare che la confederazione ha fatto proprio dell’integrazione di culture diverse la sua ragion d’essere.. “una sorta di europa ante litteram”, come si dice. ed è pure vero.. paradossale.

29 09 2010
diana malerba

Credo che in Ticino la situazione sia sul punto di esplodere. Ci sono tantissimi frontalieri e per i ticinesi non è facile nè restare nè spostarsi nella Svizzera interna.

19 10 2010
laeleo

@le Funkfunk 16
ciao 🙂
Solo un paio di precisazioni al volo:
con ” non tipo pane e cioccolata” non alludevo al protagonista (professione ricercata e specializzata appunto :-)) ma alle famiglie che vivevano nei pollai senza la minima ambizione al miglioramento e senza nessuna intenzione/interesse all’integrazione, in situazioni igieniche e culturali decadenti.

E con ”educazione” e ”cultura” in generale non mi riferisco a titoli di studio o anni universitari, ma all’attitudine di apertura e curiosita’ che porta le persone a procurarsi informazione ed esperienza (con o senza scuola), sviluppare il senso critico e tradurre la propria conoscenza all’atto pratico oltre il beneficio personale.
Siamo d’ accordo 🙂 la sensibilita’ non ha nulla a che vedere con gli anni universitari, ma secondo me con la cultura (il coltivarsi, umanamente e intellettualmente) ha molto a che vedere.

Un saluto 🙂
Eleo

19 10 2010
Le Funkfunk16

Cara Eleo, dopo queste precisazioni non posso che essere pienamente d’accordo con te! Un caro saluto e grazie!

19 10 2010
laeleo

dimenticavo: un besito alla Diana 😀

20 10 2010
Diana Malerba

Ma grazie cara!
Come procede col tedesco?

20 10 2010
laeleo

mmhhh… maluccio. Causa Kinderdeutschkurs non ho trovato un corso per me che fosse compatibile con i loro orari, quindi mi toccano 2 ore alla settimana …private! :-S
Questo WE mi son dimenticata di chiedere al marituccio di sistemare il Pimsler x la Diana, scusa-scusa!!! Ma la prox volta mi ricordo giuringiuretta:-D
beso
e.

25 10 2010
Diana Malerba

Ma poi riesci a far pratica?

Grazie e un bacio ai piccoli!

D

2 01 2011
2010 in review « sposareunosvizzero

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