addio lugano bella

18 11 2010

Pietro Gori, 1895 / Questo e quello, 1964

Addio, Lugano bella, o dolce terra pia, scacciati senza colpa, gli anarchici van via, e partono cantando, colla speranza in cor, e partono cantando, colla speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati, per voi lavoratori, che siamo ammanettati, al par dei malfattori; eppur la nostra idea, è solo idea d’amor, eppur la nostra idea,  è solo idea d’amor.

Anonimi compagni, amici che restate, le verità sociali, da forti propagate: e questa è la vendetta, che noi vi domandiam, e questa è la vendetta, che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci, con una vil menzogna, repubblica borghese, un dì ne avrai vergogna, ed ora t’accusiamo, in faccia all’avvenir, ed ora t’accusiamo, in faccia all’avvenir.

Scacciati senza tregua, andrem di terra in terra,  a predicar la pace, ed a bandir la guerra: la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor, la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor.

Elvezia, il tuo governo, schiavo d’altrui si rende, di un popolo gagliardo, le tradizioni offende, e insulta la leggenda, del tuo Guglielmo Tell, e insulta la leggenda, del tuo Guglielmo Tell.

Addio, cari compagni, amici luganesi, addio, bianche di neve, montagne ticinesi, i cavalieri erranti, son trascinati al nord, e partono cantando, con la speranza in cor.

Addio, Lugano bella, o dolce terra mia, scacciati senza colpa, gli anarchici van via, e partono cantando, colla speranza in cor, e partono cantando, colla speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati, per voi lavoratori, che siamo ammanettati,  al par dei malfattori; eppur la nostra idea, non è che idea d’amor, eppur la nostra idea, non è che idea d’amor.

Anonimi compagni, amici che restate, le verità sociali,  da forti propagate: è questa la vendetta, che noi vi domandiam, è questa la vendetta, che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci, con una vil menzogna, repubblica borghese, un dì ne avrai vergogna, ed oggi t’accusiamo, di fronte all’avvenir, ed oggi t’accusiamo, di fronte all’avvenir.

Banditi senza tregua, andrem di terra in terra, a predicar la pace,  ed a bandir la guerra: la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor, la pace tra gli oppressi, la guerra agli oppressor.

Elvezia, il tuo governo, schiavo d’altrui si rende, di un popolo gagliardo,  le tradizioni offende, e insulta la leggenda, del tuo Guglielmo Tell, e insulta la leggenda, del tuo Guglielmo Tell.

Addio, cari compagni, amici luganesi, addio, bianche di neve, montagne ticinesi, i cavalieri erranti, son trascinati al nord, i cavalieri erranti, son trascinati al nord.

(per alice, per ogni momento diviso in questa terra bellissima, che il ticino è una cotoletta, ma un cotoletta tutta nostra)

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