le cronache chiare/atto d’amore

2 09 2009

Il problema era, semmai, che l’avevano capito tardi, o perlomeno, tardi non lo era veramente, ma quella era la sensazione ch’ebbero nell’animo al termine delle riprese, al termine definitivo delle cose, quando non rimanevano più parole in fondo alla gola nè sguardi da aggiungere.

Il termine, a volersene guardare sinceramente, lo avevano raggiunto molto tempo prima, prima del più bello dei giorni, lo avevano raggiunto in ogni pomeriggio solitario in cui non erano già più insieme pur essendo nello stesso luogo, muovendosi sulla stessa canzone.

Lo avevano anticipato nell’ondeggiare lento delle cose che procede nonostante il vento, nel perdersi e non perdersi dell’interrogarsi pur di scansare risposte più e più volte conosciute e respinte sul sapore di un nodo stretto in gola, e mille altri nodi in fondo al pettine da liberare.

Non si erano mai soffermati poi sul termine lento di un pomeriggio a veramente chiedersi, chiedersi mani nelle mani quale che fosse il fine ultimo di tanta fatica, di tanto cercarsi e respingersi, stringersi e allontanarsi per continuare a cercarsi ancora nel buio di una notte, quando l’abbondanza di spazio sotto le coperte gli gelava i piedi e le mani, e nell’umano tentativo di cercar pace poi sul finire si trovavano scontrandosi, con l’aria di chi non si era cercato veramente ma si era lungamente esercitato nel farsene una ragione per il bene di tutti.

Non lo sapevano. Non lo sapevano definire il senso generale d’incompletezza che gli riempiva testa e pancia d’una leggerissima inquietudine sul sopportabile, e per quello che non osavano definire si rinchiudevano, in un silenzio arricchito di sorrisi di circostanza e crolli invisibili, avanzando risposte generiche a scanso d’equivoci, a scanso di quelle che non si possono pronunciare, intrattenendosi.

Del resto, non rimaneva molto altro da dire se non che nulla che avessero veramente in comune fosse mai esistito, nulla che li legasse, che non fosse quel generico senso di solitudini d’avanzo cui essi tentavano malamente di porre fine stringendosi un poco. E stringendosi speravano di non dover sentire il freddo contro il ferro della testata, contro l’asciugamano da single del mattino, contro le domande degli altri.

Si erano incontrati in un’aula scarna di liceo, davanti a una lavagna cancellata male, a rivelare la noia di una vita sempre uguale di bidella per disperazione, per dare dai mangiare ai tre figli che non c’era il tempo di tirare su a dovere per colpa delle tasse e della stessa noia di trent’anni prima nella stessa aula.

Era un inizio di settembre di pioggia e vento, e fastidiose foschie in cui divincolarsi al primo mattino, in un momento di sguardi casuali di chi non ha nulla da aggiungere ma sta indubbiamente cercando qualcosa.

E qualcosa trovarono, ma come poi capita a certi che presi da una sconosciuta foga di ricerca tritano l’oggetto del desiderio in una delle peggiori allucinazioni da bulimici in fasce, trovarono ciascuno ai loro occhi quello che credevano di necessitare, e si acquietarono senza interrogarsi mai sulla sostanze di anime e corpi che andavano preparando a mescolarsi.

E così, così procedettero per lungo tempo ingrassandosi di sicurezze di un legame di acqua e di sale, di sabbia nel sole al termine dei giochi.

Fu un mattino in mezzo agli altri che dovettero ammetterlo di fronte alle due regolarissime fette di pane caldo e marmellata di more e poco burro, che al desiderio avevano rinunciato prima ancora di incontrarlo, come si fa con gli sconosciuti che ci camminano accanto nel buio, scansandoli accuratamente per conservarci in pace.

Arosa, 19 gennaio 2001.

Annunci

Azioni

Information

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...




%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: