nel mezzo del cammin di questa vita

15 05 2009

lucerna

Ci sono cose che si sanno, che non si sanno e ch’ingenuamente mossi ci figuriamo di sapere. Lucerna è una di quelle che non saprete mai se non siete interamente pronti a perdervi e ritrovarvi curiosamente scoprendovi in quello che stavate cerchiando e cercando e fors’anche inseguendo a vostre genuinissime insapute. Noi vi ci siamo trovati bellamente in un venerdì di curvosissimi passi e passioni, canti e cantoni, squinquieritudini. Partendo da Zurigo, Lucerna vi apparirà un’amabilissima passeggiata di saluti e più che mai di Luxemburgerli. Prendetene solo 4 come abbiamo fatto noi e indugiate gustandoveli in postazioni da poltronissimi svacchi senza vergogne alcune. Arrivate in pienissimo centro e vi attende una mostra ch’audacemente afferma e ‘udacementaffermiamoquantocipiace you’re catholic, i’m sorry, i can’t help you e già la città vi preme l’autoselection mode e voi non vi tirare indietro. Voltandovi un badabum di emozioni vi si scontra in cuore e testa e le gambe vi cedono e cadete a terra amabilmente svenuti di troppe ingestibilissimemozioni. Lucerna, pittoresca come poche, vi si presenta come la bomboniera che non avevate ancora visto per celebrare la vostra unione un po’ immorale un po’ miliare ma soprattutto esageratamente freack e orgogliosamente frock. Vanesiamente s’incornicia di stupendevolissimi monti a più riprese viziandosi con il lago dei quattro cantoni dove proudescamente s’erge il Kappellbrücke, conosciuto come il più antico ponte di legno d’Europa coronato di tanto di Wasserturm, la torre dell’acqua, che qua mica scherziamo amici. State ancora bevendo la vostra acqua e zucchero al tavolo (che a Lucerna non ordinate se non siete seduti o vi s’incazzano in swiss deutsch e finisce che nemmeno scuzzi riuscite a pronuncier) quand’improvvisamente eccolo lì il ricordo che timidamente vi galleggia in cuore tentand’un disperato approccio su per la gola e voi che lo spingete giù a suon d’acqua purissima e poco zucchero ch’in fondo l’estate è alle porte: Friburg vi rotoleggia tra lingua e palato prima che riusciate a dire in stentatissim’inglese how much e preparatevi che è much. Come Friborg con la Sarine, Luzern si dota di splendidissimo Reuss di notissime acque svizzere fashionamente accessoriate di tutte e intendiamo tutte le tonalità del verdeazzurroeppursimuove. E’ così che, cercando lo sbarluccichio dell’acque con la mano incontrate il vostro viso e avete già deciso, che Luzern è la meta dei vostri prossimi 1500 appassionatissimi passi. Per seguitateci amici, perseguitateci.

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4 responses

17 05 2009
Frufersen

Splendido post… ho pianto-riso-sognato e mi son consumata mezzo fegato di invidia. Ma come mai inglese? avrai mica mollato il teteshko?!?!?!?

18 05 2009
diana malerba

Grazie cara, ma non è merito mio, qui fa tutto Lucerna eh 🙂
Il tedesco non l’ho mollato, anzi, ma ci tocca di fare gli international e figurarci il turista medio italiano, che più probabilmente si cimenterà in un dolcissimo inglese italiano, facendo capire a stento ma intenerendoci il cuore 😉

25 05 2009
CHARLIEGOLF

E’ un bellissimo articolo. Complimenti. Charliegolf

25 05 2009
diana malerba

Grazie Charlie! Torna a trovarci!!! 🙂

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