conosci la terra dove le folaghe sbadigliano

17 09 2008

Se vi siete ripresi da Berna, non ne siamo certi indi ve lo domandiamo, ecco, se vi siete ripresi dicevamo, siete di quelli con le ossa forti proprio come ci piace a noi. Potremmo dirvi molte cose su Zurigo, ma siamo certi che alcune non vi piacerebbero e altre ah beh vi piacerebbero fin troppo. Nei nostri elvetici esperimenti siamo andati a Zurigo una prima volta con una cara persona che ci odiava segretamente e non siamo finiti nelle stupenderie del lago il che la dice lunga sulla nostra buona stella e siamo tornati una seconda volta con una persona che ci amava palesemente e dobbiamo dire amici che noi un museo più bello del Kunsthaus non l’abbiamo visto mai. Se siete come noi impavidi e balzellanti giovinotti milanesi arriverete a Zurigo e vi sentirete a casa. In pratica questa meraviglia qui ve l’hanno riprodotta appositamente per voi, una piccola Milano con tanto di paesaggio lacustre da mille e una notte e viuzze del centro in cui perdervi amabilmente. Arrivate alla stazione e vi scoprite col nasino all’insù da quindici inoltrati minuti per l’angelo dei viaggiatori di Niki de Sainte Phalle che campeggia graziosamente sopra le vostre teste di sbalorditissimi viaggiatori con tanto di fanciullino insistente dentro di voi. Vi dirigete alla scoperta della city che non ne potete più d’attendere e ancora non sapete quanto la più grande delle città elvetiche sta per dirvi e darvi. E’ così che vi ritrovate sull’elegantissima Bahnofstrasse senza nemmeno avere il tempo di farvene una ragione. Naturalmente, piove. Andateci preparati. A Zurigo piove sempre. Quando non piove fa comunque freddo quindi non sperateci nemmeno a metà agosto. Ma portate comunque gli occhiali da sole, se non dovessero servirvi potete sempre indossarli e girare per le strade accessoriati d’un aria tremendamente chic. Sì, certo che vi sarà utile, mentre vi dividerete tra gli innumerevoli musei e gallerie di cui tale meraviglia è ricca a essere elveticamente modesti. Potete fare gli sciantosi e prendervi quell’opuscolo mensile che distribuiscono gratis nei musei. Vi servirà più tardi quando in uno di quei caffè del centro potrete fare bella mostra della vostra specializzazione in storia dell’arte contemporanea che vi è valsa più d’una lode. Naturalmente tutto questo se parlate il tedesco. Altrimenti fatevi accompagnare. No, non da qualcuno di Zurigo, che a noi latini non è che ci piaccia particolarmente tale poco leggibile accento. In linea di massima noi vi consigliamo i Grigioni. Tenete presente che i Grigioni sono buoni per tutte le occasioni. Così organizzati fino all’ultimissimo dei dettagli dirigetevi a est della Limmat e prendetevi del tempo. Parecchio ve ne servirà tra la Wasserkirche un tempo interamente circondata dalle acque e il Grossmünster con le sue imponenti torri gemelle. Qui leggerete ch’eravate stranieri e vi hanno accolto e andrete avanti. Dall’altro lato si erge la stupendissima  Fraumünster con il suo tetto verde ed è qui con il lago sullo sfondo che non avrete più dubbi sul senso della vita. Fate ancora qualche passo e sedetevi coi piedi a penzoloni sul lago a guardare quella folaga che sbadiglia beatamente stringendovi il cuore d’infinitesime tenerezze. Adesso no che non vi ammazza più nessuno.

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