fribourg mon amour

25 08 2008

A Friburgo ci siamo andati cercando il senso della vita. Sì sì, proprio il senso della vita. No, non una di quelle cose dipocaimportanza che ci raccontiamo per trovare mezzi significati di seconda mano che ci giustifichino l’iscrizione alla palestra più costosa della città e la vacanza a formentera presa con il low cost che poi alla fine lavoriamo tutto l’anno e un poco ce la meritiamo anche. Noi ci siamo andati in treno, quattro ore e mezza di pura passione, e una stazione piccola che ci parla in tre lingue. Siamo arrivati che già pioveva e non ci abbiamo messo molto a caderci innamorati. Friburgo è piccina, come quelle bomboniere della cresima, che no che non si danno molta importanza. Come una bomboniera, essa è lì immobile tra il suo fiume e i ponti, e la città vecchia che si coccola tra le mura. Potete passeggiare lentamente, prendervi del tempo e già che ci siete anche una gaufre. Tutto è piccolo e carino, tutto si muove con il ritmo dolce e lento di un valzer che avevate sottovalutato. Siete lì, persi tra la dolcezza del momento e indecisi tra il Belvedere e la Sarine. E’ adesso che la vedete. Lei è lì, alta e bellissima, in religioso silenzio. Essa cattedrale è roba veramente forte amici. Noi siamo rimasti lì a guardarcela per un mese intero certi che volesse dirci qualcosa, rimirandocela e accarezzandocela con il pensiero, e in quel pensiero dolce perdendoci abbiamo atteso d’essere pronti. Quando poi siamo stati pronti abbiamo fatto una colazione abbondante, a base di pane burro ed elvetica marmellata. Siamo partiti di buon’ora e ci siamo incamminati. Abbiamo percorso la Rue de Lausanne come un percorso mistico verso la conoscenza di noi stessi, pronti a perderci e ritrovarci. Abbiamo percorso i 368 scalini con l’immobile lentezza di chi ha mangiato troppo paneburroemarmellata. Ci siamo fermati ad ogni finestra a guardar giù, sentirci un poco più vicini al cielo intrappolati in splendide vertigini. Siamo arrivati alla cima e abbiamo aperto la porticina. La risposta era lì, seduta ad attenderci, con lo sguardo di chi è una vita che ti aspetto. Sense of life is building bridges.

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