partiamo dalla gavetta

1 05 2008

Come in tutte le cose, si sa, ci tocca di partire dalla gavetta. Siamo italiani, e lo diciamo a bassa voce, sperando non si sappia troppo in giro. Come tutti coloro che ambiscono ad approfittare di una propria colonia iniziamo dal basso. Lugano, per prenderci poi il tempo di esplorare e farci travolgere dalle mille sfaccettature culturali di questo paese. Lugano ha un che di terribilmente poetico, ci tocca ammetterlo. Sarà che arrivi e prendi un trenino per raggiungere il centro. Sarà che ti sembra quando eri bambino e iniziavi una storia nuova. Scendi dal trenino e ti sgamano subito. Sei un turista, inutile nasconderlo. Loro sono troppo belli e puliti per pensare di potertici mimetizzare. Allora ecco che raddrizzi la schiena, cerchi di darti una certa eleganza nella camminata. Non ti riesce troppo bene e così ti butti dentro la Coop cercando invano rassicurazioni ai tuoi tremori di turista nonproprioasuoagio. In fondo, ti dici, la Coop ce l’abbiamo pure noi. Ci trovi il pane, le arance, il terriccio universale e l’ultima linea di assorbenti con ali multiple. Ti accorgi subito che non è lo stesso. La Coop in Svizzera è un mondo meraviglioso. Inizi dall’insegna, con quell’arancio e rosso e chiusura allungata che fa molto chic. Dentro la Coop c’è tutto quello che la tua mente possa immaginare. Il reparto the e tisane mette i brividi. Le marmellate ti atterriscono e le commesse non sapevi potessero anche essere persone gradevoli. Così carine e ordinate e parlano di raccolta differenziata e risparmio energetico. Parlano più lingue di quante ne parli tu e fingono di non accorgersi che sei più straniero di quanto vorresti essere. Pensi addirittura che le commesse in Svizzera siano laureate e abbiano un master firmato Coop. Esci a fare due passi con le tue certezze andate in cocci. Scopri che la Coop in Svizzera è anche una banca. Ah già, le banche, lo avevi quasi dimenticato. In Svizzera non puoi dimenticarlo, ci sono banche ovunque e qualcosa ti dice che il tuo portafogli è passato di moda. Ti tremano le ginocchia mentre entri da Merkur per comprare chili di cioccolata consolatoria. Lì dentro scoprirai le mille frontiere della cioccolata che noi con l’ovetto Kinder ci scappa da ridere. Compri tutto quello che puoi e ti danno perfino il resto in euro. Decidi di optare per una passeggiata sul lago, dove, di sicuro, troverai altri italiani ed ecco che ti sentirai meno solo accompagnato dalle tipiche risate fragorose e gesticolii vari resi ancor più imbarazzanti dal contesto. Lì verrai travolto dal paesaggio svizzero e ancora non saprai che crea forti dipendenze e costanti sogni notturni cui non potrai sottrarti. Tornerai in Italia e non riuscirai a smettere di pensare al lago e le montagne, ai cigni e le strade pulite, ai modi cortesi e le cose che funzionano. Eri andato da conquistatore e torni da vinto. Sei avvilito nel tuo made in italy di seconda scelta e non hai visto ancora tutto che la camminata a testa bassa in realtà è una scusa per evitarti altri paragoni da cui sai di non poter uscire vincitore. E’ allora che accadrà. Inciamperai in un cartello che ti darà il colpo di grazia: Paradiso. Ah, ecco, mi pareva.

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2 responses

4 05 2008
spora

ma anche in Italia la Coop è una banca, no? o non lo è più?

5 05 2008
sposareunosvizzero

a me non risultano filiali banca coop come queste: http://www.bankcoop.ch/

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