Rappresentiamoci. Io ad esempio sarebbe facile inquadrami in un quadretto poco rassicurante. Con il titolo di impiegata frustrata in cerca di evasioni a forte impatto emotivo di quelle che si incontrano ogni sera all’Esselunga di Viale Papiniano. Che poi se ci aggiungiamo le dimensioni ridotte della mia persona ecco che vien facile giungere a conclusioni affrettate e affrettate malamente. Io invece ve lo dico io cosa sono. Una pittoresca e melodrammatica dispensatrice di sogni momentaneamente occupata in attività che non le si addicono affatto. In alternativa mi aggrada anche la definizione di scrittrice frustrata e incompresa con elvetichemozioni in cerca di gratificazioni d’alto livello culturale e relazionale. Insomma fate voi ma l’importante è aver ben chiara la direzione e i compagni di viaggio. Ora, questo è il bello. Facciamo fatica ad accettare la vita per quello che banalmente ci propone e non riusciamo a smettere di aggirarci per i lucidissimi viali svizzeri con l’aria di concretissimi sognatori in fuga verso terre confederali precisamente e ordinatamente accessoriate. Ecco perché essa Svizzera ci si addice senz’ombra d’italico dubbio. La teniamo lì a mo di metafora ampiamente rappresentativa per guardarcela avidamente e poggiare un sogno sopra d’ogni cima.
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